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Le Colline Pisane

VICOPISANO

Panorama di Vicopisano Vicopisano: foto d'epoca

La Rocca costruita dal Brunelleschi nel 1435 è situata a Vicopisano a dieci minuti di macchina da Pontedera, a pochi chilometri da Pisa e Lucca.
A Vicopisano potrete visitare la pieve (sec. X), il Palazzo Pretorio (sec. XIV), le case torri medievali, le opere idrauliche medicee e lorenesi, il colle della Via Crucis (sec. XVIII) e trovare ristoro nelle caffetterie e nei ristoranti di questa ridente cittadina.

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UN CAPOLAVORO DELL’INGEGNO DI FILIPPO BRUNELLESCHI:

LA ROCCA DI VICOPISANO

Il 16 luglio 1406 un esercito fiorentino dopo nove mesi di assedio riusciva ad avere ragione di Vicopisano. La città, fedele alla Repubblica Pisana, difesa da forti mura e circondata dalle acque del Fiume Serezza (un ramo orientale del Serchio) e del Fiume Arno, che qui si incontravano, aveva resistito ad un poderoso assalto condotto con bombarde, catapulte, torri mobili, arieti. Per poterla bombardare meglio durante tutti quei mesi, i fiorentini avevano fatto giungere via terra una nave e l’avevano calata in Arno. La città alfine si arrese per fame.

I fiorentini entravano così in possesso di un centro che per secoli aveva goduto di grande prosperità: sorgeva sulle rive dell’Arno e poteva controllare i commerci fluviali; di lì passava anche un ramo della Via Francigena e Vicopisano si trovava così a controllare i flussi dei pellegrini e dei mercanti, mentre le campagne intorno e le pendici del Monte Pisano offrivano messi, vino e olio. Un simbolo di questa ricchezza sono le torri altissime, tutte di pietre, che ancora oggi caratterizzano il panorama urbano di Vicopisano, i palazzi signorili e la splendida pieve romanica ricca di opere d’arte.

Era necessario costruire una fortezza a guardia di questa preziosa conquista, una fortezza che fosse imprendibile. Fu così che il governo fiorentino commissionò a Filippo di Ser Brunellesco un progetto che fece scalpore già alla presentazione del modello in legno e creta alla commissione governativa della quale faceva parte il giovane condottiero Francesco Sforza, divenuto più tardi Duca di Milano e protettore del grande architetto Filarete.

Nel 1435 si passava immediatamente ala costruzione: una buona parte delle chiese e dei palazzi che si trovavano nell’area della sommità del colle di Vico furono abbattuti. La fortificazione del Brunelleschi inglobò una antica torre risalente al XII secolo che era stata possesso degli arcivescovi pisani: la Torre di S.Maria divenne il mastio della fortezza brunelleschiana che si presenta di tipologia ancora medievale: mura alte con merlatura poggiata su archetti con piombatoie per gettare pece greca infiammata e olio a bollore sugli assalitori. Ma quel che sorprende, un vera novità, è un insieme di ponti levatoi destinati, quando ritirati, ad isolare parti della fortezza dal resto, quasi un sistema a buccia di cipolla che doveva funzionare nel caso il nemico fosse riuscito a penetrarvi. Prima di accedere al cortile della Rocca, ad esempio, bisogna aver conquistato l’antiporta munita di Ponte levatoio e di fossato. In caso di imminente perdita del cortile i difensori potevano abbattere la scala poggiata su quattro esili archi che collega il cortile col cammino di ronda delle cortine. Se il nemico fosse riuscito a giungere fin sulle cortine, la difesa si sarebbe attestata nella torre: era possibile isolare la torre dal resto della fortificazione ritirando il ponte levatoio che collega il cammino di ronda con l’unico ingresso della stessa. la torre era munita di propria cisterna e deposito di vettovaglie in modo da resistere a lungo.

Ma la soluzione più geniale è il poderoso muraglione merlato che scende dalla Rocca fino ai piedi del colle dove termina in una torre alta circa 21 metri che sorgeva sulla sponda dell’Arno: se il nemico fosse riuscito a penetrare dentro Vicopisano, sarebbe stato impossibile cingere d’assedio la Rocca per interrompere i rifornimenti di viveri e prendere la Rocca per fame. Chi avesse tentato di assaltare il muraglione sarebbe stato falciato dal fuoco proveniente dalle colubrine della rocca e dalle artiglierie della cannoniera della Torre; dalle merlature del muraglione si sarebbe prodotto il fuoco leggero e il tiro delle balestre.

Dalla Torre chiamata "del Soccorso", posta sull’Arno, si potevano ricevere soccorsi da Firenze: le barche potevano approdare in una caletta, difesa da fortificazioni oggi scomparse, scaricare uomini e polveri che venivano fatte entrare da uno stretto portello e tramite scale a pioli, risalivano fino al secondo piano della torre, da dove si accede al muraglione e risalire in direzione della Rocca. Se il nemico fosse mai riuscito a conquistare la Torre del Soccorso avrebbe trovato molta difficoltà a percorrere il corridoio merlato esposto al tiro d’infilata proveniente dalla Rocca, ma soprattutto avrebbe trovato interrotto il collegamento fra il muraglione e il cammino di ronda delle cortine della Rocca: qui esisteva infatti una porta con un ponte levatoio, il salto, come possiamo vederlo ancora oggi è di circa tre metri su una altezza di quindici metri.

Oggi dalla torre dalla quale un tempo partivano i messaggi di segnalazione per Firenze si gode un panorama di campi e di colline, in una atmosfera di pace e di serenità. La Rocca è aperta da aprile ad agosto e da settembre a novembre con visite guidate.

Agenzia per la valorizzazione e lo sviluppo del Monte Pisano del Gruppo Culturale "Ippolito Rosellini".
a cura di
Giovanni Ranieri Fascetti


Con la collaborazione di
Ceramiche Lenzi


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