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"Troppi rischi nei lavori per consolidare la Torre"


Dino Dini

Ho letto sul quotidiano giapponese "Yomiuri" (a tiratura di circa 8 milioni di copie giornaliere) l'intervista del giornalista Kazuya Nishida al Giorgio Croci, membro del Comitato per la salvaguardia della Torre di Pisa.
Questi ha dichiarato che - per il principio di proteggere i beni culturali storici senza cambiare nÈ l'apparenza nÈ la struttura - il Comitato è arrivato alla conclusione di applicare il metodo della escavazione di terra al di sotto (a settentrione) della Torre. E così prosegue.
L'asse della Torre è attualmente sfasato, in cima, di circa 5 metri rispetto a quello verticale. Quindi, asportando terra sotto la Torre, abbiamo intenzione di far scendere la parte settentrionale di essa, ed in questo modo di diminuire il grado di pendenza del 10% . Cosi, alla fne, detto sfasamento risulterà di 4,5 metri. Questo è proprio lo stato di pendenza dell'anno 1650. Pertanto, teoricamente, per i futuri 3 secoli non ci dovrebbero essere pericoli di crollo! Ci vorranno circa 2 anni fino al completamento del lavoro.
Inoltre, prima di questo lavoro di escavazione di terra, eseguiranno il fissaggio della Torre con due cavi d'acciaio che verranno avvolti intorno ad essa e poi tesi dal lato nord, per essere collegati allo scopo di assicurare la stabilità durante l'asportazioge di terra.
E infatti quanto effettuato in questi giorni a Pisa.
I1 prof. Jamiolkowski, nel rispondere 1'11 novembre scorso all'incontro del 4 agosto tra gli esperti del Comitato ed i tecmci dell'istituto giapponese Nakanishi accompagnati dal sottoscritto, confermava la ferma loro intenzione della suddetta escavazione della terra, asserendo che, a causa dell'estremamente basso margine di sicurezza contro il crollo, non erano ammissibili minime variazioni di volume e/o di pressione nel sottosuolo.
Condividendo ta1e preoccupazione di crollo, considero estremamente rischioso il ripristino della pendenza esistente nel 1650. Tirando con i cavi c'È il pericolo che la Torre si rompa in due all'altezza del circa 30 metri, anche per non aver predisposti adeguati ancoraggi in direzione trasversale al senso del tiraggio stesso. Ritengo inoltre necessario, prima dell'escavazione della terra, eseguire i ritocchi alle parti delle cricche sottili presenti sul marmo di ogni piano della Torre, riempiendole di resina epossidica.
Un tale trattamento è stato applicato all'altro, prima pericolante, monumento commemorativo della bomba storica a Hiroschima, il quale continua a conservare l'attuale forma grazie a tali fini ritocchi di resina, eseguiti tramite apposito apparecchio a cuneo.
Non essendo la Torre integra, bensì un corpo a molti fori e crepe all'interno, sarà molto pericoloso il tiraggio con cavi, a 600 tonnellate. L'escavazione della terra deve eseguirsi senza introduzione di materiale di indurimento, tramite controllo della pendenza ad alta precisione, millimetro per millimetro con sensori collegati a computer.
Adeguate sicurezze fornirebbe il metodo dell'impresa giapponese Nakanishi, già ben collaudato in complesse opere mondiali.
C'È da temere nei lavori in corso, perchÈ insufficienti sono le sicurezze applicate dal programma del Comitato, che ha già più volte contraddetto il da loro ammesso basso margine di sicurezza contro il crollo (con l'inezione di azoto liquido a 196ƒC, elettroosmosi....).
Troppi sono i rischi del programma preannunciato dal Comitato! E si tratta di interventi a carattere provvisorio, mentre nuove tecnologie già garantirebbero di stabilizzare la Torre in modo definitivo e sicuro.

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