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3 marzo 1999 - La Nazione

Torre Una notizia buona e una meno buona fornite dalle commissioni di salvaguardia

Mancano millimetri e miliardi

Il Giubileo non avrà la Torre. Il sogno del presidente dell'Opera del Duomo, professor Ranieri Favilli, di avere una piazza del Duomo nel suo antico splendore pronta ad accogliere i pellegrini, è ormai svanito nel nulla. E' bastata una frase di un esponente del comitato a far capire che i lavori non potranno mai essere conclusi il 31 dicembre 1999 e che ancora altri anni di tribolazione attendono non solo la Torre, ma anche i turisti che vengono a Pisa e che purtroppo ormai da tempo si trovano di fronte ad un cantiere. Se infatti la sottoescavazione sembra essere un rimedio efficace per raddrizzare il monumento di 50 centimetri, bisognerà però procedere con molta lentezza.
Ciò significa che almeno per altri due anni si continuerà a togliere terra sotto le fondamenta del Campanile di Bonnano. E nel frattempo il comitato dovrà anche darsi da fare per trovare nuovi finanziamenti, visto che quelli assegnati nel '90 stanno per terminare. I soldi residui arrivano appena ad un miliardo e mezzo. Troppo pochi se si considera che i lavori veri e propri sono appena cominciati. Se dunque c'è ancora tanta strada da fare, consola almeno il fatto che il metodo individuato ha già dato risultati molto positivi. La Torre, infatti, ora pende un millimetro e mezzo in meno rispetto a venti giorni fa, quando sono cominciate le prove di sottoescavazione prelirninare. Un bel risultato e anche un respiro di sollievo per il comitato, reduce dalla brutta esperienza del "settembre nero", quando, durante una serie di interventi per congelare il terreno, il campanile aumentò la sua pendenza di quasi un millimetro in una sola nottata. Abbandonato il progetto dell'ancoraggio delle fondamenta a 40 metri di profondità, si è pensato di scavare terra per raddrizzare il monumento, così come era già stato fatto per il Duomo di Città del Messico. Ma quello è grande e tozzo, mentre il campanile, oltre che fragile, è alto e slanciato. Provata con molta titubanza in un angolo della piazza, ora la sottoescavazione è direttamente applicata alla Torre. E questa volta la sorpresa c'è stata, sì, ma positiva.


Lavori pubblici Positivi i primi risultati della sottoescavazione.
"Risucchiate" due tonnellate di terra sotto il catino

La Torre è già un po' più dritta

di Valeria Caldelli

La Torre è già un po' più dritta. In appena 15 giorni ha recuperato la pendenza che era solita accumulare nell' arco di un anno e anche qualcosa di più. Segno che, dopo tanto penare, la sottoescavazione potrebbe essere la "cura" giusta per lei. E ovviamente il comitato "gongola" per il successo ottenuto anche se altre nubi si addensano a causa del ritardo con cui il Parlamento sta affrontando il problema del rinnovo del mandato. "Potrei anche mettermi a ballare danze messicane, ha esordito l'ingegner Carlo Viggiani annunciando che grazie alle prime prove di sottoescavazione il Campanile di Bonanno si è raddrizzato di un millimetro e mezzo. "E' ancora troppo presto per essere certi di poter andare fino in fondo, ma questi primi risultati sono sicuramente incoraggianti. Adesso proseguiremo le prove per altri due mesi e se tutto andrà bene come speriarno potremo dare il via al provvedimento definitivo". Fino ad oggi sono state prelevate circa due tonnellate di terra dalle viscere sotto il catino, a circa un metro di distanza dalle fondamenta. Ma il "cavatappi" si avvicinerà sempre di più al basamento sotterraneo del Carnpanile per poi andare a "risucchiare" il terreno proprio sotto la parte nord della Torre. "L'obiettivo è diminuire la pendenza di circa mezzo metro", ha ripetuto l'ingegner Viggiani, precisando, però, che sarà assolutamente impossibile terminare i lavori per il Giubileo.
"Se andiamo avanti con il ritmo attuale ci vorrà moltissimo tempo. Se invece riusciamo ad accelerare i prelievi, come pensiamo, dovremmo farcela in un paio d'anni". Insomma, almeno fino al 2001 la Torre resterà in mezzo a ruspe e "cavatappi" con buona pace dei pellegrini del Giubileo che dovranno accontentarsi di guardarla da lontano. Ma la conclusione dei lavori rischia di scivolare ancora più in là a causa dei soliti inciampi burocratici. La legge per rinnovare il comitato passa in continuazione dal Senato alla Camera e viceversa per i molti emendamenti che non riguardano la Torre, ma altri provvedimenti contenuti nello stesso testo. "Non ci resta che sperare che sia tutto risolto per i primi di maggio", ha detto il professor Michele Jamiolkowski, coordinatore del comitato. "Altrimenti non potremmo dare il via alla sottoescavazione definitiva". Ma c'è anche un altro problema all'orizzonte. I soldi messi a disposizione dal governo nel 1990 sono quasi finiti. Il comitato ha adesso a disposizione soltanto un miliardo e mezzo e non è certo sufficiente a portare a termine l'operazione. Quindi, una volta ottenuto il rinnovo, il professor Jamiolkowski dovrà andare a Roma a battere cassa. Ma quanto è stato speso fino ad oggi? Il finanziamento iniziale era di 40 miliardi, ma una parte di questi sono ritornati allo Stato per non essere stati usati in tempo. Si può dunque calcolare che in dieci anni la somma spesa sia stata di circa 30 miliardi.

 

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