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06 Febbraio 2001 - Il Tirreno

Dodici miliardi in arrivo per le navi romane
Il ministro Melandri, ospite della Normale, in visita anche alla Torre
Da giugno «numero chiuso» per salire sul Campanile e biglietto a 30mila lire
Bilancio di legislatura più che positivo: «Alle politiche culturali abbiamo dato più finanziamenti»

di Cristina Orsini
PISA. Grande cultura e nuovi canali di comunicazione: il matrimonio che mantiene all'avanguardia la prima tra le univerisità italiane, la Scuola Normale, e che è una delle linee portanti nella politica «di investimento e fruibilità culturale» del ministero dei Beni Culturali, tracciate ieri da Giovanna Melandri. Un visita proficua quella di ieri, in Toscana, prima a Piombino, quindi a Pisa e infine a Viareggio, del ministro.
Qualche novità, un ricco bilancio delle cose fatte e la comunicazione ufficiale della pioggia di miliardi - quasi 94 - che il ministero ha destinato alla conservazione delle bellezze storico-culturali della regione. Si comincia dalle novità. Durante la visita al cantiere della Torre di Pisa, dopo aver trascorso la mattina Piombino, a Giovanna Melandri sono state comunicate alcune date: l'inaugurazione ufficiale del monumento consolidato è fissata per il 16 giugno «ma già a marzo potremmo aver terminato buona parte dei lavori» ha precisato il Pierfrancesco Pacini, presidente dell'Opera accompagnato dal sindaco Paolo Fontanelli. Anche il costo del biglietto per le visite guidate «che prevederanno scaglioni di 20-30 persone a volta» sembra ormai fissato: intorno alle 30mila lire, non certo di meno ma difficilmente molto di più.
Da parte sua il ministro per i beni Culturali, ospite nella Sala Azzurra della Normale - la magnifica sala che ospita l'archivio Salviati - per un incontro con il direttore Salvatore Settis, il corpo dei docenti e gli studenti, ha promesso che uno dei progetti di punta dell'università in collaborazione con il ministero: il grande portale Internet della cultura italiana «sarà messo a gara tra breve» (la presentazione ufficiale è fissata per il 28 febbaraio prossimo) e che sono pronti più di 12 miliardi per il museo che accoglierà le navi romane. Due doni molto attesi. Assieme a un terzo «che permetterà - ha spiegato il ministro - l'attivazione di fondi per cinque-settecento miliardi da investire nel comparto dei beni culturali»: l'apertura alle imprese private.
La legge c'è già e riguarda la defiscalizzazione delle «erogazioni liberali» destinate dai privati alle istituzioni culturali. In pratica si tratta di una norma che consente alle imprese di dedurre completamente dal reddito di impresa gli investimenti fatti in quel campo. Ma ciò di cui Giovanna Melandri va davvero orgogliosa è: «il nuovo rango acquisito dalle politiche sociali. In questi anni - ha spiegato - abbiamo sottratto l'intero settore a quella caratteristica di marginalità che lo ditingueva. Tanto che il ministero dei Beni culturali resterà tale nonostante la diminuzione dei gabinetti che la nuova legge prevede». Tre le scelte di fondo - secondo Giovanna Melandri - che hanno permesso la nascita del «grande cantiere della cultura italiana»: «una forte mano pubblica in grado di non abbassare il rigore nella tutela del comparto; il controllo continuo per una crescita organica e non sconsiderata del territorio e investimenti continui» che secondo il ministro sarebbero più che raddoppiati negli ultimi anni. In mattinata, durante la visita al Parco delle Sterpaia a Piombino, inserito nel sistema dei Parchi della valdi Cornia, conclusa con la presentazione del libro «Dall'abusivismo al parco», Giovanna Melandri ha precisato che: «Il principio deve essere quello che mai più ci sarà un condono edilizio. Continuo a sentire un silenzio assordante - ha aggiunto - nel Polo delle Libertà su questo punto».
Ha inoltre precisato che «nel settore dei beni culturali tra il 1993 e il Duemila c'è stato un incremento dell'occupazione di circa centomila unità». Di questi circa 20mila occupati sono stati raggiunti «grazie agli investimenti derivanti dal gioco del Lotto che hanno consentito l'apertura di importanti, nuovi cantieri». Risultato ottenuto, ha concluso la Melandri, «grazie la fatto che abbiamo investito sulla cultura lasciando alle spalle un'epoca di incuria e di degrado».

 

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